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IDROPLANO
Trascrizione del documento originale scritto da Forlanini per presentare le caratteristiche e i vantaggi del suo idroplano
L’idroplano (idrottero) Forlanini

E’ noto che con le attuali più veloci imbarcazioni da corsa si è arrivati a stento, e solo in qualche occasione, a toccare i 70 km. all’ora, mpiegando una forza motrice tanto grande da non essere più possibile aumentarla; ora l’Ingegnere Forlanini ha già superato con il suo idroplano questa velocità, impiegando un motore di soli 100 HP.

Usando un motore più potente si potranno ottenere delle velocità altissime.
Vi sono ora molte imbarcazioni che si chiamano idroplani, ma esse non sono altro che canotti a fondo piatto, i quali scivolano e rimbalzano sulla stessa; l’idroplano Forlanini è assolutamente diverso, e funziona in modo affatto particolare.

Al suo scafo sono fissati trasversalmente, a prua ed a poppa, due robuste travi tubolari di acciaio, e dalle estremità di queste travi scendono in acqua varie aste sottili pure di acciaio. A tali aste sono fissati dei piani e palette, che quando l’idroplano è fermo si trovano sott’acqua. Queste palette, di grandezza decrescente dall’alto al basso, sono sovrapposte l’una all’altra come in una persiana, e sono anch’esse di acciaio finissimo, affilate e lavorate con estrema accuratezza per dar loro la forma piu adatta; forma che fu determinata in seguito a una lunga serie di esperienze. Le palette sono leggermente inclinate dall’avanti all’indietro in modo che quando l’idroplano cammina l’acqua esercita su di esse uno sforzo verso l’alto, precisamente come l’aria lo esercita sulle ali degli uccelli e su quelle degli aeroplani.

Questo sforzo verso l’insù cresce naturalmente col crescere della velocità, e ad una certa velocità esso diventa tale da sopportare tutto il peso dell’idroplano; allora lo scafo esce dall’acqua, e procede sostenuto semplicemente dai piani e palette di acciaio che sono ancora immerse e che funzionano come vere ali distese nell’acqua.

Aumentando ancora la velocità anche i piani più alti escono dall’acqua, e così a poco a poco non restano immerse, a sostenere il peso di tutto l’apparecchio, che le palette più basse, mentre non solo lo scafo non tocca più l’acqua, ma il suo fondo si trova notevolmente sollevato sopra di essa.

E così si spiega perchè coll’idroplano Forlanini si possono raggiungere velocità tanto grandi; è evidente che la resistenza che l’acqua oppone al movimento delle piccolissime palette terminali, palette perfettamente lavorate e forbite, è incomparabilmente più piccola di quella che opporrebbe all’avanzarsi in essa di tutto lo scafo.

L’idroplano Forlanini e un apparecchio meccanicamente assimilabile all’aeroplano; esso richiede quindi una forza motrice che è all’incirca proporzionale al prodotto del suo peso per la sua velocità, cioè è all’incirca proporzionale al numero di tonnellate-chilometri fornito dall’apparecchio. Di fatto la forza occorrente per tonnellate-chilometro cresce alquanto col crescere della velocità, ma ciò dipende solo dalla porzione di resistenza dovuta all’aria, porzione che è naturatmente dipendente dal quadrato della velocità. A parte ciò la resistenza dell’acqua all’avanzamento è indipendente dalla velocità dell’apparecchio e perciò costante, ed eguale ad 1/12 del peso totale. Questi apparecchi possono, entro certi limiti, viaggiare volando anche con acque ondose. Accurate esperienze eseguite con un modello in scala ridotta sulla base della legge della similitudine meccanica hanno dimostrato che un apparecchio lungo circa 20 metri potrebbe viaggiare con velocità fino a 100 Km. all’ora con onde di 2 metri di altezza lunghe da 20 a 40 metri. Un tale apparecchio peserebbe circa 8 tonnellate o richiederebbe un motore di circa 500 HP; esso potrebbe trasportare circa 20 persone a 90 Km.
all’ora. Però si potrebbero costruire idroplani del tipo Forlanini anche in scala molto piu grande, per esempio fino a 100 ed anche più tonnellate. Naturalmente un apparecchio di 100 ton. a 100 km. di velocità richiederebbe un motore di circa 5000 HP.

Si noti che quando vi sono delle onde esse, non toccando lo scafo, non gli imprimono neanche dei movimenti di rullio o di beccheggio, ma sono invece attraversate dalle taglienti palette, mentre l’idroplano precede con marcia tranquilla e in perfetto equilibrio.

La propulsione di tali idroplani può essere fatta sia con eliche d’acqua che eliche d’aria; le eliche d’aria si prestano specialmente quando si tratta di raggiungere altissime velocità, perchè in tale caso gli indispensabili organi di supporto dell’elica introdurrebbero delle resistenze passive molto grandi; viceversa le eliche d’acqua hanno il vantaggio di non essere esposte ad alcuna azione perturbatrice da parte di eventuali venti.

II primo idroplano provato dall’Ing. Forianini negli anni 1905 - 1906 - 1907, del peso di 1600 Kg., aveva gia dimostrato la bontà del nuovo sistema, ma il suo fumzionamento era sempre stato compromesso dall’assoluta mancanza di regolarità del cattivo motore da 70 HP di cui era munito. Un altro idroplano, provato nel 1908-1909, aveva l’impianto motore a vapore col quale il funzionamento fu assai più regolare, ma la potenza disponibile era di soli 25HP; 1’apparecchio, pesante più di una tonnellata, raggiunse delle velocità superiori ai 50 km. all’ora.

L’ultimo idroplano costruito e provato, detto N.7 pesa due tonnellate comprese due persone di equipaggio (oltre le quali può portare fino a 4 passeggeri) ed ha un motore Fiat di 100 HP (4 cilindri di 150x190); esso è già arrivato, su acqua tranquilla e con due persone, alla velocità di 75 km. all’ora, e questa velocita potrà essere ancora aumentata coll’introduzione di alcune migliorie che sono attualmente in corso di esecuzione. Esso tollera delle onde di m. 0,50 o 0,60 di altezza, lunghe da 7 ad 8 metri. Fin del 23 Dicembre 1910 si fece con questo idroplano il viaggio di andata e ritorno da Laveno Locarno (Lago Maggiore) distante 34 km. coprendo il percorso in 29 minuti cioe alla velocità media di 70 km. all’ora. II 29 luglio del 1911 questo idroplano fece il suo primo viaggio per mare recandosi da Fiumicino ad Anzio (distanza 52 km.) con onde di circa 30 cm. con tre persone a bordo ad una velocità di circa 60 km. all’ora. Nello stesso giorno 1’idroplano prese parte alle gare di velocità indette dal Touring Club Italiano, battendo nettamente i piu veloci concorrenti (Sigma Labor francese, Columbine inglese) e riportando il record della velocità.

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