OFFICINE LEONARDO DA VINCI
  FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
IL PROTAGONISTA / LE INVENZIONI / L'EDIFICIO  
LE INVENZIONI  
L'ELICOTTERO
Relazione del Prof. Ing. Giuseppe Colombo

L’ordine stabilito per questo esame ci ha condotti a collocare all’ultimo posto la Memoria N.6, nella quale il signor Enrico Forlanini affronta risolutamente il problema della propulsione in alto d’un corpo notevolmente pesante al confronto dell’aria. Comincia egli la sua Memoria accennando come, all’intento di studiare la possibilità del volo meccanico, istituisse varie sperienze per cercare le condizioni di potenza, di peso e di superficie a cui era legata la possibilità di un apparecchio volante. Con prove preliminari ch’egli descrive, stabilì che un apparecchio a due eliche girevoli in senso opposto poteva restare sospeso, avendo il peso di un chilogrammo e la superficie di sostegno di 2/5 di metro quadrato, mediante un lavoro di 5 chilogrammetri per secondo. Su questo dato Forlanini costruì alcuni apparecchi ad ali o ad eliche mossi da elastici e che potevano raggiungere altezza da 18 a 20 metri.

L’autore vagheggiava però il progetto di costruire un apparecchio volante a vapore, e vi si accinse alla fine del 1875 cominciando dello stabilire la forza e la grandezza dell’apparecchio. Avendo presunto di poter raggiungere la potenza di un cavallo con 30 chilogrammi di vapore all’ora, dopo scelta una motrice senza volante a due cilindri, ossia due motrici gemelle accoppiate colle manovelle ad angolo retto, e stabilito che si dovesse ottenere complessivamente 1/4 di cavallo, studiò le eliche pel sollevamento di un apparecchio formato dal generatore di vapore, dalle motrici, dalle eliche e dalla necessaria intelaiatura.

Espone l’autore nella sua Memoria il procedimento tenuto in questo studio, gli sperimenti preliminari condotti ingegnosamente, le difficoltà incontrate, e principalmente quella della reciproca influenza delle due eliche. Per vincere quest’ultima adottò la disposizione di due eliche sovrapposte, di cui la superiore, del diametro di metri 1.80 col passo medio di metri 2 e le due falde di 80 gradi d’ampiezza con proiezione di un metro quadrato circa su un piano perpendicolare all’asse ed estese verso l’asse fino a 35 centimetri da esso, l’inferiore del diametro di metri 2.80, passo metri 2.50, falde di metri 0.50 in lunghezza e proiezione pure un metro quadrato. Dalle prove fatte su queste eliche dedusse che pel suo intento doveva costruire l’apparato non più pesante di chilogrammi 4.50, e poiché le eliche pesavano grammi 600, rimanevano chilogrammi 3.9 per la macchinetta e la caldaia.

Procede in seguito l’autore alla esposizione delle altre esperienze preliminari fatte all’intento di stabilire i dati per la costruzione della caldaia a vapore. Questa fu costruita, dopo molte prove, di grande leggerezza e produttività di vapore, poiché avendo il peso di 750 grammi conteneva da 750 a 900 grammi d’acqua e poteva vaporizzarne in ragione di 13 chilogrammi all’ora. Era fatta con tubi di 35 millimetri di diametro e resisteva alla pressione di 20 atmosfere: la sua superficie era di 1/7 di metro quadrato. Il focolare era formato da tubetti disposti come le sbarre di una griglia: da questi uscivano, per circa 200 forellini, getti di vapore d’alcool prodotto in apposito generatore, scaldato dal vapore di scarico della motrice.

Se non all’atto pratico di far funzionare l’intero apparecchio si trovarono nuove difficoltà. Gli ingranaggi assorbirono troppo lavoro; lo svolgimento della fiamma nel generatore era impedito dalla corrente d’aria prodotta, dal moto delle eliche, e queste, per la impossibilità di costruirle in forma perfetta, davano luogo a resistenze, da cui aveva origine un moto conico con dispersione di lavoro motore.

Vista l’impossibiltà di ottenere l’effetto senza una essenziale modificazione nella caldaia che ne aumentasse l’efficacia, questa fu tolta e vi fu sostituito un recipiente sferico senza fuoco, del diametro di 12 centrimetri, empito per 2/3 di acqua surriscaldata fino a far salire la pressione iniziale a 8 o 10 afmosfere. Con questa nuova disposizione l’apparato si sollevò giungendo in alcune prove all’altezza di 13 metri.

Con altro recipiente sferico più grande, di peso complessivo eguale a quello della piccola caldaia, si ebbe pure l’elevazione a 4 metri; il che dimostrò l’attitudine dell’apparecchio ad elevarsi da sé, quando la produzione del vapore fosse sufficiente.

Esposte queste prove, l’autore discusse la possibilità di eseguirne delle più felici e ne indica la via, prendendo a considerare la leggerezza specifica dei motori a vapore di varia destinazione, cioè delle macchine di marina, delle locomotive e delle trombe per incendi, ed osservando che pel volo si deve tener conto del requisito della leggerezza, subordinandovi gli altri in modo di dare a questi ultimi l’importanza di solo 1 per 100. Egli spera che rivolgendo gli studi ad ottenere la massima leggerezza nei motori a vapore si potrà giungere a costruirne di tali che valgano a sollevare altri pesi oltre il proprio e così a risolvere il problema della locomozione aerea.

Dal 1784, anno in cui Lannoy e Bienvenu spinsero in alto il primo elicottero a molle, sino ad oggi, molti di tali apparati furono eseguiti o ideati, nessuno dotato di motore continuo. L’elicottero a vapore che nel 1865 fu fatto costruire da Ponton d’Amécourt non potè essere sperimentato perché nell’atto di produrre il vapore la caldaia scoppiò. L’apparato del signor Enrico Forlanini fu il primo che salì effettivamente portando seco il suo motore a vapore, e le prove di tale ascensione, fatte dapprima il 29 giugno 1877 in Alessandria, furono ripetute nel successivo agosto in Milano e alla presenza di parecchie persone, tra le quali uno degli attuali vostri commissari. Un vero passo verso la soluzione del problema della aeronautica fu dunque fatto con questi esperimenti e, se gli studi sull’argomento saranno continuati colla pertinacia e colla diligenza di cui ha dato prova l’ing. Forlanini, si giungerà presto a risultati milgiori e forse decisivi.

La Commissione, riassumendo il suo giudizio, trova che tra i concorrenti uno solo, quest’ultimo, ha, pel carattere delle sue ricerche, veramente fatto progredire l’aeronautica, e sebbene il risultato finale ottenuto sia rimasto al di sotto delle speranze dell’autore, riconosce però in lui in merito di avere indirizzato il problema ad una pratica soluzione.

Essa pertanto, avendo anche riguardo al costo di prove di questo genere, vi propone che a titolo di incoraggiamento sia assegnata al sig. ing. Forlanini una ricompensa di lire mille cinquecento.

Letto ed approvato nell’adunanza straordinaria del 7 agosto 1879, rimase stabilito un assegno di incoraggiamento di L. 1.500 all’ing. Enrico Forlanini.

ELICOTTERO
IL PROTAGONISTA
L'ELICOTTERO
IDROPLANO
I DIRIGIBILI
L'EDIFICIO VOLUTO DA ENRICO FORLANINI
IL MUSEO ENRICO FORLANINI
Copyright © 2001 - - Quantcast Legal - Privacy
INVENTIO COMPANY